Pagine d'amor platonico


Recensioni

"L’avvenire". "Mattutino" a cura di G. Ravasi
(15 agosto 2002)
IL CONSIGLIO
"Vergine saggia, e del bel numero una/ de le beate vergini prudenti,/ anzi la prima, e con più chiara lampa;/ o saldo scudo de l'afflitte genti/ contro ai colpi di Morte e di Fortuna…/ O refrigerio al cieco ardor ch'avampa/ qui fra i mortali sciocchi;/ Vergin, que' belli occhi/ che vider tristi la spietata stampa/ ne' dolci membri del tuo caro figlio,/ volgi al mio dubio stato,/ che sconsigliato - a te vien per consiglio".
È da una ricca e bella antologia di Pagine d'amor platonico curata da A. Gallerano e G. Burrini (Edilibri) che traggo una strofa della famosa canzone posta dal Petrarca a suggello del suo Canzoniere. Maria è cantata come la prima delle vergini sapienti della celebre parabola matteana ed è fissata in quei «belli occhi» che videro le stimmate spietatamente impresse sulle dolci membra del suo amato figlio.
Noi vorremmo sottolineare solo la finale quando il poeta domanda alla Vergine Madre il dono del consiglio che sappia guidarlo in mezzo alle esitazioni e incertezze del suo «dubio stato». Sappiamo che Maria nelle Litanie Lauretane è invocata come Mater boni consilii. Mai come ora, immersi come siamo nel dubbio, nella confusione, nella ragione data a chi fa la voce grossa, ci è necessaria la lampada di un «buon consiglio». Già il grande tragico greco Sofocle nella sua Elettra affermava che «non v'è nemico peggiore del cattivo consiglio». La malizia è facile da seminare, come l'odio e l'inganno. Ma è solo la sapienza che produce frutti di vita.
(Gianfranco Ravasi)

Astra (luglio 2002, n. 7)
Quando l’amore è una folgorazione. Spesso l’amore umano è solo "amore di sé". Ma se esprime il desiderio di oltrepassare i limiti individuali, allora diventa una folgorazione, una forza ineluttabile, una ricerca e un impegno che durano tutta la vita. Di questo trattano le Pagine d’amor platonico di Alda Gallerano e Gabriele Burrini, una ricchissima antologia di testi e poesie sul più nobile dei sentimenti. Dove accanto a Ovidio, Apuleio e Dante trovano posto Byron, Goethe e i grandi mistici delle tre religioni monoteiste. E dove a Parsifal che cerca Biancofiore fanno eco gli struggimenti di Tristano e Isotta, di Eloisa e Abelardo, di Romeo e Giulietta.
(Vanna Brocca)

"Psicodinamica"
(luglio 2002)
È un’opera in cui i curatori ripercorrono le grandi tappe del lungo cammino d’amore nella letteratura, grazie alle più belle pagine di poeti, scrittori, mistici, filosofi, in un mosaico di voci che invitano a scoprire la magia dell’incontro, la dolcezza della reciproca devozione, la bellezza dell’intesa interiore.
I tre gradi dell’amore e le tre parti del libro.
Introduce in questo viaggio dell’anima il filosofo presente nel titolo della raccolta, che nel Simposio svela la "ruvida" natura di Eros, perennemente in bilico tra desiderio e soddisfazione, alla ricerca di un orizzonte che, quasi raggiunto, si sposta sempre oltre. Ed è proprio questa ricerca che rende magico l’incontro. Ed è ancora Platone che introduce al gradino della devozione reciproca con la figura di Alcesti, che non esita a offrire la propria vita per salvare quella dello sposo Admeto. (E poi Filemone e Bauci, Abelardo ed Eloisa, Hegel e la sua amata, e tanti altri.)
Ed è sempre Platone che ci introduce all’amore divino, con il mito dell’androgino, aspirazione a ricostituire la sintesi degli opposti – il maschile e il femminile – nell’unione mistica. Un libro piccolo – di dimensioni – capace di dilatare la mente e il cuore di chi legge.

Recensione dei curatori
Pagine d’amor platonico è un’antologia che raccoglie i brani sull’amore scritti lungo i secoli da poeti, narratori, filosofi, mistici di tutte le latitudini e di tutte le culture. Ma soprattutto è un affascinante viaggio, dalla Grecia di Platone alla Russia di Pasternak, che svela le mille pieghe di questo sentimento, a volte delicato a volte travolgente. Ma perché "amor platonico"? Perché, a qualsiasi grado lo si viva, ogni volta l’amore ha in sé la spinta a superarsi, a crescere, a espandersi verso le cose, il mondo, l’invisibile, secondo quella direzione che il filosofo greco indicava nell’affresco La Scuola di Atene di Raffaello. Le pagine raccolte toccano tutte le corde dell’amore: i grandi poeti innamorati come Shelley, Goethe, Pushkin e Byron cantano il tenero innamoramento, che non di rado sconfina in tormento e delusione. Altre voci, invece, fanno rivivere al lettore la devozione "da favola" vissuta dai grandi amanti, come Bauci e Filemone o Abelardo ed Eloisa, Edouard Schuré e Margherita. Oltre questo volto della fedeltà umana c’è soltanto l’amore sublime, che sconfina nel mistero del Divino, secondo un duplice percorso. A volte nasce dal desiderio di ricreare l’originaria armonia androginica, quando nel Paradiso terrestre uomo e donna ancora formavano un’identità totale: è questo l’anelito che spinge Parsifal verso la sua sposa, o il poeta tedesco Novalis verso la giovane fidanzata. Altre volte invece è il traboccante sentimento dei grandi mistici ebrei, musulmani, cristiani, di un maestro dello yoga come Aurobindo, dei tanti incantati cercatori della Vergine Sophia, che da secoli è in Occidente il volto femminile di Dio.

Recensioni al volume Pagine d'amor platonico, � Edilibri 2002




 

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